Chi vive lontano dallo studio, lavora con orari rigidi o si trova ancora all'estero rinuncia spesso a chiedere il parere di un avvocato, convinto che occorra comunque presentarsi di persona. Nella maggior parte delle pratiche in materia di immigrazione non è così: il primo esame della situazione, la lettura dei documenti e l'indicazione dei passi da compiere si possono svolgere a distanza.
Questa guida spiega come si richiede un appuntamento e come si svolge una consulenza a distanza, che cosa conviene preparare e quali sono i limiti da conoscere. È una guida pratica: non affronta il merito delle singole procedure, per le quali occorre sempre l'esame del caso concreto.
Quando la consulenza a distanza è possibile
Si presta alle situazioni in cui il lavoro dell'avvocato consiste nel leggere documenti, verificare requisiti e indicare la strada da seguire. Rientrano in questa categoria, fra le altre:
- il primo esame di una domanda di permesso di soggiorno o del suo rinnovo;
- la verifica dei presupposti per il ricongiungimento familiare;
- l'analisi di un provvedimento di diniego già ricevuto, per valutare termini e possibilità di impugnazione;
- la ricostruzione dei requisiti per la cittadinanza;
- l'orientamento in materia di protezione internazionale e le domande sullo stato di una procedura in corso.
Quando invece serve la presenza
Va detto con altrettanta chiarezza che la distanza non è sempre praticabile. Occorre di regola incontrarsi di persona, o quanto meno prevederlo in un secondo momento, quando è necessario sottoscrivere una procura, quando i documenti vanno esaminati in originale, quando la vicenda è complessa e richiede un colloquio approfondito, e naturalmente per le attività che si svolgono davanti a un'autorità.
Lo studio ha sede ad Agrigento e riceve su appuntamento; assiste anche persone residenti in altre province, e in questi casi la modalità telematica viene concordata di volta in volta in base al tipo di pratica.
Se non si parla ancora italiano
La difficoltà linguistica è, per molte persone, l'ostacolo maggiore: più della distanza. Il sito è disponibile in diverse lingue — fra cui inglese, francese, spagnolo, arabo e bengalese — e la scelta si effettua dal menu delle lingue presente in alto in ogni pagina.

Anche la conversazione con lo studio può avvenire nella propria lingua: i messaggi scritti nella chat vengono tradotti automaticamente nelle due direzioni, così chi scrive non deve cercare le parole in italiano e riceve la risposta nella lingua in cui ha scritto.

Un chiarimento necessario. La traduzione automatica serve a rendere possibile la conversazione: non è una traduzione giurata e non sostituisce il lavoro di un traduttore. Gli atti, i documenti ufficiali e ogni testo destinato a un'autorità richiedono, quando previsto, una traduzione asseverata. Nei passaggi delicati lo studio riformula quanto ha compreso e chiede conferma, proprio per evitare equivoci.
Come si richiede un appuntamento
La richiesta si effettua dalla pagina dedicata del sito e si articola in quattro passaggi.

- Il tipo di consulenza. Si sceglie fra l'incontro in studio, il colloquio a distanza e il parere scritto. Chi non sa in quale categoria rientri la propria situazione può indicarlo: è previsto un riquadro apposito.
- La descrizione del caso. Poche righe sono sufficienti e si possono scrivere nella propria lingua. Servono a capire di che cosa si tratta e a preparare l'incontro.
- Il giorno e l'ora. Il calendario mostra soltanto gli orari effettivamente disponibili. In alcuni periodi dell'anno gli orari non vengono pubblicati: in tal caso si lascia la richiesta e sarà lo studio a proporre una data.
- I recapiti. Il nome e un numero di telefono sono necessari per ricontattare; l'indirizzo di posta elettronica è facoltativo e serve a ricevere gli avvisi.
La richiesta non è ancora un appuntamento confermato: lo studio la esamina e conferma, oppure propone un orario diverso, che si può accettare o rifiutare con un tocco.
Se compilare un modulo è difficile
Non tutti hanno dimestichezza con la scrittura e non tutti dispongono di un indirizzo di posta elettronica. Per questo esiste un secondo percorso, più breve: si indicano soltanto il nome e un numero di telefono, si tocca l'immagine corrispondente al tipo di consulenza e si invia. Nessuna data da scegliere: sarà lo studio a richiamare per concordarla.

Il numero di pratica
Al momento della richiesta viene assegnato un numero di pratica, composto da poche lettere e cifre, che compare nella conversazione e viene inviato anche per posta elettronica. Conviene annotarlo o fotografarlo.
Serve a ritrovare la conversazione. Chi cambia telefono, cancella i dati del browser o utilizza un apparecchio prestato può riaprire la propria pratica inserendo quel numero insieme al proprio numero di telefono. Si chiedono due dati e non uno soltanto perché la conversazione contiene informazioni personali e il codice, da solo, potrebbe essere letto da chiunque.

Che cosa preparare prima dell'incontro
Un colloquio preparato dura meno e rende di più. Quando sono disponibili, è utile avere sottomano:
- il passaporto o il documento di identità;
- il permesso di soggiorno, anche se scaduto, e l'eventuale ricevuta della richiesta di rinnovo;
- i provvedimenti già ricevuti, in particolare i dinieghi, con la data di notifica: da quella data decorrono i termini, ed è l'informazione più importante di tutte;
- i documenti relativi al lavoro o alla famiglia, se la pratica li riguarda;
- l'eventuale corrispondenza con la Questura o con la Prefettura.
Le fotografie dei documenti scattate con il telefono sono sufficienti per un primo esame, purché leggibili per intero.
Riservatezza
Quanto viene scritto nella conversazione è coperto dal segreto professionale. Sul piano tecnico, ogni conversazione è raggiungibile soltanto da chi dispone del collegamento personale o del numero di pratica abbinato al telefono indicato; il sito non pubblica alcun elenco delle richieste ricevute. Le modalità del trattamento dei dati sono descritte nell'informativa privacy del sito.
Domande frequenti
Devo essere già in Italia per chiedere una consulenza?
No. Molte domande riguardano proprio chi deve ancora arrivare o si trova temporaneamente all'estero.
Posso scrivere nella mia lingua?
Sì. I messaggi vengono tradotti nelle due direzioni; per i documenti valgono le precisazioni indicate sopra.
Quanto tempo passa prima di una risposta?
Le richieste vengono esaminate nei giorni lavorativi. La conversazione resta aperta: non è necessario restare collegati in attesa.
Ho perso il collegamento alla conversazione.
Si riapre con il numero di pratica e il numero di telefono indicato al primo contatto.
La consulenza a distanza vale quanto quella in presenza?
Per le attività di esame e orientamento sì. Quando la pratica richiede la sottoscrizione di atti o l'esame di originali, l'incontro di persona resta necessario.
Il presente contributo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce l'esame del caso concreto, che richiede la valutazione dei documenti e delle circostanze specifiche. Per una consulenza è possibile richiedere un appuntamento dalla pagina dedicata del sito.
