La cittadinanza italiana si può acquistare per diverse vie: la discendenza da un cittadino italiano, il matrimonio o l’unione civile con un cittadino, la residenza legale protratta nel tempo, e alcune ipotesi che riguardano chi è nato o cresciuto in Italia. Ogni via ha presupposti e procedimenti distinti.
Lo studio assiste chi vuole verificare se ha i requisiti, chi ha una domanda in corso da tempo senza risposta e chi ha ricevuto un provvedimento negativo.
Le vie principali
- Per residenza: richiede un periodo di residenza legale e ininterrotta in Italia, di durata diversa a seconda della situazione (cittadini dell’Unione, extracomunitari, apolidi e rifugiati non sono trattati allo stesso modo).
- Per matrimonio o unione civile con un cittadino italiano, con termini che variano a seconda della residenza e della presenza di figli.
- Per discendenza, quando la cittadinanza si è trasmessa da un avo italiano senza interruzioni.
- Per chi è nato in Italia da genitori stranieri e vi ha risieduto legalmente e senza interruzioni fino alla maggiore età, alle condizioni previste dalla legge.
La normativa in materia è cambiata più volte negli anni. Quale disciplina si applichi dipende anche da quando si sono verificati i fatti rilevanti: è uno dei motivi per cui la verifica va fatta sul singolo caso e non per analogia con l’esperienza di altri.
I punti su cui le domande si complicano
- La continuità della residenza: interruzioni anagrafiche, anche brevi o dovute a disguidi, possono incidere sul calcolo del periodo.
- La documentazione dello stato civile proveniente dall’estero, che deve essere tradotta e legalizzata secondo le regole del Paese di provenienza.
- La conoscenza della lingua italiana, per le ipotesi in cui è richiesta la relativa certificazione.
- I precedenti penali, che sono oggetto di valutazione.
- I tempi del procedimento e i rimedi disponibili quando il termine di conclusione è ampiamente superato.
Se la domanda è ferma o è stata respinta
Quando il procedimento supera i termini di legge senza una decisione esistono strumenti per sollecitarne la conclusione. Se invece è arrivato un provvedimento di rigetto, contro di esso è possibile agire entro un termine che decorre dalla notifica: anche qui la data di notifica è il dato da conservare per primo.
Che cosa preparare
- passaporto e permesso di soggiorno;
- certificato storico di residenza o, comunque, gli elementi per ricostruire il periodo trascorso in Italia;
- gli atti di stato civile (nascita, matrimonio) e le eventuali traduzioni già in possesso;
- la ricevuta della domanda presentata, se ce n’è una in corso, con il numero di pratica;
- ogni comunicazione ricevuta dall’amministrazione, con la data.
Come si svolge la consulenza
La verifica preliminare dei requisiti e l’esame dei documenti si possono fare anche a distanza, scrivendo nella propria lingua. Il funzionamento della richiesta di appuntamento è descritto nella guida dedicata.
Altre materie collegate
Permesso di soggiorno · Protezione internazionale · Ricongiungimento familiare · Come funziona la consulenza a distanza
Questa pagina ha finalità informative e descrive le materie di cui lo studio si occupa. Non sostituisce l’esame del caso concreto, che richiede la valutazione dei documenti e delle circostanze specifiche. Per una consulenza è possibile richiedere un appuntamento.
