Il permesso di soggiorno è il titolo che consente allo straniero di soggiornare regolarmente in Italia. Viene rilasciato per un motivo determinato — lavoro, famiglia, studio, protezione, cure mediche, attesa di occupazione — e ciascun motivo ha requisiti, durata e regole di rinnovo propri.
Lo studio assiste chi deve presentare una domanda, chi deve rinnovare un titolo in scadenza, chi intende convertirlo in un motivo diverso e chi si è visto opporre un rifiuto.
Le situazioni che ricorrono più spesso
- Primo rilascio dopo l’ingresso con visto, o nei casi previsti dalla legge per chi si trova già sul territorio.
- Rinnovo del titolo in scadenza, con la verifica che i requisiti richiesti siano ancora presenti al momento della domanda.
- Conversione da un motivo a un altro: la più frequente è quella verso il lavoro, quando ne ricorrono le condizioni.
- Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, per chi ha maturato il periodo di residenza richiesto.
- Rifiuto o revoca: esame del provvedimento ricevuto, verifica dei termini e valutazione delle possibilità di impugnazione.
Quando conviene rivolgersi a un avvocato
Non tutte le pratiche richiedono l’assistenza di un legale: molte domande si presentano allo sportello o tramite patronato. Il parere di un avvocato è invece opportuno quando:
- è arrivato un provvedimento di diniego o una comunicazione di preavviso di rigetto;
- la situazione lavorativa o familiare è cambiata rispetto a quando il titolo è stato rilasciato;
- ci sono precedenti penali, anche risalenti, che possono incidere sulla valutazione;
- la domanda è ferma da molto tempo senza risposta;
- si deve decidere se convertire il titolo e non è chiaro quale strada sia percorribile.
I termini contano più di ogni altra cosa
Contro un provvedimento negativo la legge concede un termine per proporre impugnazione, che decorre dalla data di notifica. È l’informazione più importante di tutte: conservare la busta o la comunicazione con la data e rivolgersi tempestivamente, perché una volta scaduto il termine la strada si chiude.
Che cosa preparare
- passaporto o documento di identità;
- il permesso di soggiorno, anche se scaduto, e la ricevuta dell’eventuale domanda di rinnovo;
- i provvedimenti già ricevuti, con la data di notifica;
- i documenti relativi al lavoro (contratto, buste paga) o alla famiglia, se la pratica li riguarda;
- la corrispondenza con la Questura o con la Prefettura, se c’è stata.
Le fotografie scattate con il telefono vanno bene per un primo esame, purché il documento si legga per intero.
Come si svolge la consulenza
Il primo esame della situazione, la lettura dei documenti e l’indicazione dei passi da compiere si possono svolgere anche a distanza, e si può scrivere allo studio nella propria lingua. Occorre invece incontrarsi di persona quando è necessario sottoscrivere una procura o esaminare documenti in originale.
Il funzionamento della richiesta di appuntamento è descritto nella guida dedicata.
Altre materie collegate
Protezione internazionale · Cittadinanza italiana · Ricongiungimento familiare · Come funziona la consulenza a distanza
Questa pagina ha finalità informative e descrive le materie di cui lo studio si occupa. Non sostituisce l’esame del caso concreto, che richiede la valutazione dei documenti e delle circostanze specifiche. Per una consulenza è possibile richiedere un appuntamento.
